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Riformare la giustizia

Ho già parlato di come le riforme della giustizia in realtà non sono finalizzate a migliorare l'efficienza della stessa. Una vera riforma per migliorare la giustizia consiste nel modificare l'articolo 27 della costituzione e tutte le leggi che fanno capo a questo:

Art. 27: L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.

Il problema di questo articolo consiste nella parola definitiva. Questo porta a mantenere in circolazione ladri ed assassini considerandoli innocenti fino al terzo grado. La modifica è semplice:

L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna emessa da un tribunale della Repubblica

Nella maggioranza dei paesi civili un imputato è colpevole una volta emessa la condanna. Se emergono nuove prove che dimostrerebbero l'innocenza si ricorre in appello. Solo in questo caso. In itaGlia l'appello è automatico. Negli stati uniti la corte suprema (l'equivalente della cassazione italiana) esamina qualche decina di casi all'anno. In itaglia la cassazione valuta migliaia di casi.

Questa semplice riforma snellirebbe la giustizia concentrando la maggior parte dei giudici sul primo grado. Si avrebbero sentenze in tempi brevi, non in anni. Gli appelli dovrebbero essere valutati e concessi solo se ci sono prove rilevanti. Non si punterebbe più a portare in prescrizione i reati giocando con i tre gradi perchè una volta condannato in primo si è già colpevoli e la prescrizione non avvantaggerebbe l'imputato.

Una riforma semplice che da una svolta radicale e positiva al sistema giudiziario italiano

Una riforma che non verrà mai fatta. E nessuno mai proporrà in parlamento.



Pubblicato il 6/10/2008 alle 12.31 nella rubrica diario.

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