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Chiacchierata con Gianni Barbacetto

Diritto di Resistenza: Come si rapporta un giornalista come te con un sistema dell'informazione chiaramente incentrato sull'asservimento al potere, l'occultamento delle notizie e la disinformazione?

Gianni Barbacetto: Ci sono varie maniere di fare giornalismo. C'è la maniera di chi preferisce servire un sistema di potere che è strettamente collegato con quello politico, economico e finanziario. E c'è chi trova chi più divertente fare i giornalista sul serio. Questa è una divisione trasversale che passa tra i giornali e la televisione.

DDR: Quali sono le caratteristiche di un giornalista libero e quali quelle di un servo?

GB: Il secondo non è un giornalista. Il giornalista deve essere quello che racconta i fatti. E per definizione deve lavorare in maniera critica rispetto al potere. Il resto non è giornalismo.

DDR: Nel sistema italiano è più facile essere un giornalista libero o essere asservito al potete?

GB: In italia i giornalisti sono una sottocasta della casta politica. C'è proprio un filo diretto tant'è vero che le carriere alla rai si fanno grazie alla politica e spesso i giornalisti rai passano a fare politica per poi tornare a fare i giornalisti. Più difficile è trovare spazi facendo i giornalisti veramente.

DDR:  Tempo fa abbiamo visto un video parlamentare dove luciano violante dichiarava la sua connivenza con berlusconi per assicurargli l'eleggibilità, il mantenimento delle televisioni ecc. Secondo te: quale è stato il tornaconto di violante e della sinistra nel fornire queste garanzie a berlusconi?

GB: Violante da molti anni ha sviluppato un suo percorso. Da garanzie a berlusconi. Riconoscimenti ai giovani di salò. Propone di togliere la direzione delle indagini alla magistratura per darla alla polizia, con l'evidente fine dell'autonomia della magistratura. Queste idee da dove vengono. Penso abbia un suo travaglio, travaglio tra virgolette, intimo che lo porta a queste conquiste. Alcuni pensano che violante cerchi di avere ruoli importanti. Sperava in un quadro di vittoria della sinistra di essere candidato alla presidenza della repubblica. Ora, si dice, spera di entrare nella corte costituzionale e qualcuno mette in relazione le sue scelte con questo. Io non so se la ragione è questa o un suo intimo travaglio intellettuale e spirituale.

DDR: Si crede che la loggia P2 sia stata sciolta eppure il suo programma si è realizzato in molti punti oltre le aspettative, è una coincidenza?

GB: Io credo che la p2 non abbia più bisogno di fare la p2. Mentre nelle anni 70-80 era necessaria un'organizzazione segreta con queste finalità eversive. Oggi non è più necessario fare un associazione segreta. Oggi questo stesso programma di eversione lo si dice apertamente. Non serve la tessera della p2 basta avere la tessera di forza italia, an, pd, pdl. Oggi lo si fa a viso scoperto.

DDR: Osservando chi governa il paese ( berlusconi con il pdl) e qual è la più diretta alternativa (veltroni con il pd) si può prospettare in italia un ritorto alla democrazia così come viene intesa in occidente?

GB: E' curioso vedere una sorta di pensiero unico. E che l'opposizione non fa l'opposizione. Ma c'è questa ossessione per l'accordo il dialogo. Che non esiste in nessun paese del mondo. Anche senza essere rivoluzionari una differenza dei programmi nei paesi occidentali c'è. Da noi c'è poco. C'è da capire se nel paese ci sono voci per far nascere un sistema diverso da quello attuale. Quella che una volta veniva chiamata la casta è trasversale. Nel paese c'è molta insofferenza. Ma questa insofferenza non trova sbocchi per concretizzarsi.

DDR: Pensi che questa alternativa possa essere fornita da grillo, di pietro o qualche altra personalità?

GB: Vedo che nel paese c'è una grande area di insoddisfazione per la politica presente. Non vedo a breve come questa insoddisfazione possa diventare politica vincente. Ma l'italia ci ha abituati a cambiamenti rapidi come il crollo della dc. Io non so se questo sistema politico possa crollare. Credo che oggi un indagine giudiziaria non innescherebbe più un bel niente. In questa politica i partiti sono già morti, è un sistema che non ha più senso, ma contemporaneamente i partiti non sono mai stati così potenti. Potenti e lontani dall'opinione pubblica.

DDR: Abbiamo finito. Grazie per la disponibilità e a presto.

GB: Grazie a voi e buon lavoro.

Pubblicato il 17/9/2008 alle 22.9 nella rubrica diario.

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