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9 giugno 2009
POLITICA
Rapite le figlie di berlusconi
La nuova legge sulle intercettazioni vieta di fatto l'uso di questo strumento. Il parlamento è utilizzato per difendere la classe politica attuale eliminando sistematicamente le leggi che questa ha infranto.

E, per snellire il lavoro, elimina anche gli strumenti per scoprire quali leggi sono state violate

Ci sarebbe un solo modo per ristabilire la legalità in questo paese. Fare a berlusconi quello che le leggi che ha eliminato impedivano. Alcuni esempi:

-costruite case abusive sui suoi terreni e poi condonatele
-i dirigenti comincino a frodare le sue aziende falsificando i bilanci e mettendosi i soldi in tasca
-qualcuno rapisca le sue figlie e quando chiederà di intercettare a tappeto per scoprire il colpevole si accorgerà che non è più possibile, e per essere ancora più tranquilli aspettate 60 giorni prima di chiedere il riscatto.

Questo è un paese da commedia e probabilmente serve una soluzione da tragedia. Divertitevi a scoprire quei reati che sono stati aboliti, o sono stati resi a "prescrizione certa" e fateli contro berlusconi.

Il mio unico rammarico è non sia ancora entrata in vigore la legge che permette di andare a caccia nelle proprietà private. Appena verrà approvata entrate nel parco di villa certosa e sparate ai suoi pavoni.

Giusto perchè qualche genio potrebbe non capirlo. L'invito a rapire le figlie di berlusconi è ironico. Anche perchè, poverette, con un padre del genere che giura continuamente il falso sulle loro teste rischierebbero di rimanere in cattività a vita se i suoi esperti di propaganda gli dicessero che l'immagine del "padre con figlie rapite" tira nei sondaggi.

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permalink | inviato da marco resistenza il 9/6/2009 alle 22:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
4 giugno 2009
POLITICA
Il Times: "papi" era il nome in codice usato dalle ospiti di Berlusconi
"Papi", chiamatemi "Papi". Parafrasando Fleming, è il nome in codice che le "papi-girls" (presentatrici televisive, aspiranti attrici e showgirl) avrebbero usato per chiamare il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, al telefono. La rivelazione arriva dal prestigioso Times. Il quotidiano britannico, che con questo articolo dell'inviato a Roma Richard Owen, dimostra di non voler mollare la presa "sull'affaire Noemi", scrive che il nome in codice serviva ad evitare che il premier venisse identificato in caso di intercettazioni telefoniche.

Riporta poi il giornale come ulteriori dettagli sulla vicenda stiano emergendo dalle foto scattate dal fotoreporter sardo, Antonello Zappadu, nel parco di Villa Certosa, e sequestrate dall'autorità giudiziaria su richiesta del premier. Segnala poi il quotidiano come la prossima settimana verrà pubblicato il libro della show girl, Elisa Alloro, in difesa di Berlusconi. Il libro, dal titolo Noi, le ragazze di Silvio, (in inglese incisivamente tradotto Silvio's girls) per i tipi di Aliberti, è una sorta di lunga lettera a Veronica Lario (Choderlos de Laclos docet?, ndr). Il volume sarà in libreria la prossima settimana.

L'articolo del Times arriva dopo gli editoriali dello stesso giornale - e non solo - sul tema. Giornale che nelle pagine interne, a firma di Mary Beard, arriva - in un articolo dal titolo La storia dirà se l'imperatore è nudo - ad una pesante analogia con l'imperatore Tiberio, passato alla storia per le sue intemperanze sessuali (che regnò dal 14 al 37, succedendo ad Augusto, assunto a modello da Mussolini). L'imperatore su cui si scagliarono gli strali di Tacito e Svetonio, secondo la giornalista puo' essere accomunato al primo ministro anche dalla passione per un'isola: non Capri ma la Sardegna. (S.Bio.)

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/06/berlusconi-nome-in-codice-papi.shtml?uuid=0ca332ca-5023-11de-a8e8-03a044239209&DocRulesView=Libero

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permalink | inviato da marco resistenza il 4/6/2009 alle 0:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
1 giugno 2009
POLITICA
pubblico e privato parte 2
L'argomento mi sta appassionando perchè continuo a vedere la propaganda mediatica martellante atta a far dimenticare questo semplice concetto:
Il tuo privato è privato quando non contrasta con quello che dichiari pubblicamente.

Ricordate lo scandalo Max Mosley,  quello della F1, quando furono resi pubblici i suoi video di un festino sado-maso. Lui non si dimise. E fece benissimo a non dimettersi. Infatti i festini sado-maso non contrastano minimamente con la gestione delle corse.

Se i festini sado-maso li organizza un vescovo cattolico, questi risultano leggermente in contrasto con le sue dichiarazioni pubbliche. A meno che il vaticano non abbia accolto nell'ultimo concilio il BDSM. (Bondage Sado Maso)

Perciò nel primo caso è un affare privato nel secondo è un affare pubblico.

Ancora: quando sircana porta voce di prodi fu fotografato insieme ad un trans, la notizia dalla stampa bigotta (e in questo caso chissà perchè poco attenta alla "privacy") fu ampiamente riportata. La notizia sarebbe stata in contrasto con il pubblico se con un trans fosse stato trovato buttiglione, con il suo fermento omofobico. O Storace con il suo: "meglio fascisti che froci".

Intendiamoci. L'incoerenza interessa poco ai detrattori. Dovrebbe interessare molto ai sostenitori. Se sei un estremista e voti un partito omofobico ti dovrebbe interessare se il leader del partito va a trans.

Quindi tornando al nostro eroe-nano. Il fatto che l'organizzatore dei family day e il sostenitore della linea vaticana, organizzi festini con minorenni e tradisca la moglie non è affar suo. Ma dovrebbe  interessare, più che i detrattori i sostenitori.

Ovviamente i media padronali continuano a martellare l'opinione pubblica sul fatto che: "sono affari privati". Cercate di non bere queste balle e continuate a ripetere che non lo sono affatto.

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permalink | inviato da marco resistenza il 1/6/2009 alle 19:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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