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17 ottobre 2012
POLITICA
Tetto di 3000 euro a pensioni e stipendi pubblici
Questa è una proposta semplice e rivoluzionaria, che da sola potrebbe salvare i paese. Applicare un tetto di 3000 euro a tutte le pensioni erogate a tutti gli stipendi pubblici (non solo dei politici eletti, ma ti tutti i dipendenti pubblici). 3000 euro sarà anche il tetto di cumulo permesso per stipendo e pensione: se un cittadino ha uno stipendio di 2000 euro e una pensione di 3000 euro, la pensione erogata sarà di 1000 euro (per raggiungere quota 3000) se lo stipendio è superiore a 3000 euro la pensione erogata sarà quindi zero. I principi di questa proposta sono 2 e molto semplici sia per gli stipendi e per le pensioni. La pensione è un sostegno che lo stato ti da in vecchiaia. 3000 euro sono una cifrà più che sufficiente per vivere bene, è assurdo che la collettività riconosca pensioni di 20000 o 30000 euro. Per gli stipendi pubblici, il principio è molto semplice: lo stato non deve essere un competitor del privato, questa idea è la base del sostegno agli alti stipendi (come se un gasparri o una minetti dovessero venire strappati al privato con alti stipendi...), lo stato offre uno stipendio massimo per tutti i suoi dipendenti a 3000 euro, chi pensa di poter ottenere di più sul mercato può andare sul libero mercato e farsi pagare quanto merita. Questa sola proposta comporta un risparmio strutturale (cioè continuativo negli anni) di decine di miliardi di euro.



permalink | inviato da marco resistenza il 17/10/2012 alle 7:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
14 dicembre 2009
Rosy Bindi fa visita a berlusconi: sei più bello che intelligente
Rosy Bindi fa visita a berlusconi dopo l'aggressione e guardando il volto tumefatto e i denti rotti gli dice sorridente: "presidente anche lei è bello che intelligente"



permalink | inviato da marco resistenza il 14/12/2009 alle 12:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
27 ottobre 2009
ECONOMIA
Il patto sociale in italia
Spesso si sentono politicanti (sia di destra che di sinistra) parlare di patto sociale.

Effettivamente c'è un patto sociale in italia ma non è quello che esiste negli altri paesi.

Nella maggior parte dei paesi il patto sociale è il seguente: il cittadino paga le tasse e lo stato si impegna ad utilizzare i soldi nel miglior modo e offrire i migliori servizi.

Un patto concepito in questo modo prevede che chi non paga le tasse viene additato dalla collettività come evasore, ma prevede anche che chi ruba i soldi pubblici, fossero anche poche decine di dollari (com'è accaduto in nord europa dove politici utilizzavano i telefoni pubblici per chiamate private) vengono emarginati dalla scena politica.

Considerando ciò in modo puramente analitico: in italia non si può sperare di ottenere un patto sociale a senso unico. Dove cioè i cittadini pagano fino all'ultimo euro le tasse (cosa che comunque non accade in alcun paese, una soglia di evasione è fisiologica ovunque), ma invece i politici e gli amministratori pubblici sperperano o nel peggiore dei casi si intascano denaro senza controllo.

In italia un patto sociale esiste ed è il seguente:
il cittadino sa quali sono le regole tributarie e tenta di aggirarle nel miglior modo possibile, e cioè evitando di pagare il maggior numero di tasse possibile. Per contropartita si impegna a non infastidire l'amministrazione pubblica e la politica che è libera di sperperare e di intascarsi i soldi che lo stato riesce a prendere dai cittadini.

Un patto sociale, come vedete, in italia esiste e viene coscienziosamente rispetto. 

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22 ottobre 2009
Il vero dramma di berlusconi 35.000 festini con puttane in meno
Il vero dramma di berlusconi riguardo al risarcimento milionario stabilito per il caso mondadori è uno soltanto. Durante una cena un commensale, pensando di allietare la serata con questa facezia, gli ha calcolato a quanti festini con mignotte corrispondono i 750 milioni di euro stabiliti come indennizzo.

Considerando il numero classico di 20 "ragazze immagine" pagate 1.000 euro l'una per allietare le cene di berlusconi. Più il premio speciale di altri 1.000 euro per chi si "ferma". Ogni cena di berlusconi con 20 ragazze e una prescelta costa in media 21.000 euro.

Con la mirabolante cifra di 750 milioni si pagano perciò 35.714 festini. O quanto meno si pagano i commensali (ma le spese delle cibarie sono del tutto trascurabili e il trasporto viene fatto attraverso voli di stato, quindi a spese della collettività).

Considerando che il maratoneta dell'amore, volesse fare un festino al giorno. 35.714 festini corrispondono appunto a uno ogni giorno per i prossimi: 97 anni.

Questo giocoso calcolo non ha però allietato berlusconi che ha realmente somatizzato il fatto di dove pagare il corrispettivo di 97 anni di festini con prostitute a de benedetti.

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15 ottobre 2009
Citato da Beppe Grillo... senza citazione
Fa piacere vedere i propri articoli riportati nei concetti da altri, come è successo con quello sulla favola del consenso di berlusconi del 5 ottobre

http://dirittodiresistenza.ilcannocchiale.it/2009/10/05/il_consenso_di_berlusconi_e_al.html

e quello della favola della maggioranza del 9 ottobre

http://dirittodiresistenza.ilcannocchiale.it/2009/10/09/la_favola_della_maggioranza_di.html

diventato un post sul blog di Grillo l'11 ottobre

http://www.beppegrillo.it/2009/10/il_meno_amato_d.html

Ogni tanto mi capita di vedere come ciò che scrivo viene riportato in modo più o meno palese, su blog e siti più o meno prestigiosi qualche giorno dopo.

Molto spesso (diciamo pure la maggioranza delle volte) chi prende spunto si "dimentica" di citare l'autore. Sarà sbadataggine. Sarà che essendo buoni giornalisti vogliono proteggere le fonti.

Ma non temete, non sono il super testimone betulla o igor marini. Quindi quando ripetete quello che dico citatemi pure senza timori. 



permalink | inviato da marco resistenza il 15/10/2009 alle 19:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
9 ottobre 2009
POLITICA
La favola della maggioranza di berlusconi
La favola della maggioranza di berlusconi
http://dirittodiresistenza.ilcannocchiale.it/2009/10/09/la_favola_della_maggioranza_di.html

Torno su questo argomento perchè è indubbiamente poco conosciuto. I megafoni del PDL ripetono di continuo di essere stati voluti dalla maggioranza degli italiani. Questo è vero? No.
Il PDL ha vinto le elezioni ma non è affatto voluto dalla maggioranza degli italiani.
Infatti per maggioranza intendiamo 51 italiani su 100. Mentre il PDL è stato votato da 23 italiani su 100.

Come mai hanno vinto le elezioni? Perchè la legge elettorale è strutturata per dare la maggioranza assoluta a chi acquisisce la maggioranza relativa. Il PDL ha ottenuto il 23% dei voti tra gli aventi diritto (risultato che si abbasserebbe se considerassimo anche gli immigrati che non hanno diritto al voto e che difficilmente voterebbero berlusconi). Ma grazie alla legge elettorale hanno ottenuto la maggioranza assoluta in parlamento.

I calcoli sono facili da fare: gli aventi diritto al voto in italia sono: 56.995.744 , il PDL ha ottenuto 13.628.865 di voti.

Andate dal vostro ragioniere di fiducia e fategli calcoralere se 13 milioni è il 51% di 57 milioni oppure no.

Quindi quando sentirete dire che la maggioranza degli italiani ha votato per berlusconi saprete che è l'ennesima menzogna. Sono una minoranza nel paese (come anche il PD intendiamoci). Quindi il loro diritto di governare per volere della maggioranza è del tutto fittizio. Stanno governando unicamente grazie ad una legge elettorale antidemocratica scritta da loro stessi.

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5 ottobre 2009
Il consenso di berlusconi è al 19%
I numeri, spesso, dicono più di mille parole. E smentiscono le balle più di mille discorsi.

Berlusconi millanta un consenso del 70%. Da dove ha preso questi dati? Da mirabolanti sondaggi.

I numeri in realtà sono altri. E sono facili da appurare (so che facendo troppe equazioni il lettore si annoia e quindi ne farò un paio semplicissime)

I cittadini italiani sono 60.114.000. Gli aventi diritto al voto sono 56.995.744
Alle ultime elezioni europee il partito di Berlusconi ha preso 10.807.327 di voti.

Quindi 46.188.417 tra gli aventi diritto non l'hanno votato.

Questo vuol dire che berlusconi è voluto da 1 elettore ogni 5,2. 

Che tradotto significa un consenso del 19% tra gli aventi diritto al voto.

Lontanuccio dal 70% decantato non trovate?

Questa è la ragione per cui berlusconi ha sempre più paura di uscire per sdrada e i cori che inneggiano a piazzale loreto (come l'ultima protesta a Messina) sono sempre più frequenti.


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permalink | inviato da marco resistenza il 5/10/2009 alle 19:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
1 ottobre 2009
POLITICA
Nobel per Berlusconi, ben oltre la soglia del ridicolo
La candidatura (o meglio l'auto candidatura, perchè al nobel può candidarsi chiunque) di berlusconi raggiungeva la soglia del ridicolo. Ma è l'inno che si è fatto confezionare per appoggiare la propria auto candidatura che supera largamente la comicità a cui eravamo già abituati. Essì che eravamo abituati a livelli molto molto alti.

Non voglio fare altri commenti, vi posto il link in modo che possiate ascoltare voi stessi "l'inno".

Un passo però voglio citarvelo:

"siamo qui per te
coro unanime
un'unica voce
silvio silvio grande è"

Buon divertimento: http://www.youtube.com/watch?v=z0r7bKilP3c



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permalink | inviato da marco resistenza il 1/10/2009 alle 20:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
26 settembre 2009
Le 5 domande a Berlusconi di Marco Resistenza
Le 5 domande a Berlusconi di Marco Resistenza
Siccome Repubblica insiste a riproporre giornalmente 10 domande su questioni invero di poco conto mi permetto di suggerire altre 5 domande da proporre giornalmente a Silvio Berlusconi sul noto quotidiano (o su altri media).

http://dirittodiresistenza.ilcannocchiale.it/cannocchiale.aspx

Le 5 domande a Berlusconi di Marco Resistenza:

1- Sig. Berlusconi lei proviene da una famiglia del ceto medio, suo padre era un impiegato di banca, sua madre una casalinga: chi sono stati i finanziatori delle sue prime imprese edili ed in particolare i finanziatori del faraonico progetto "milano 2" da lei realizzato in giovane età?

2- Sig. Berlusconi, è stato accertato in sede giudiziaria anche se non ancora con sentenza definitiva che il suo braccio destro Marcello Dell'Utri fungeva da tramite tra lei e la mafia. Può dirci quali vantaggi le ha offerto questo rapporto e cosa lei ha offerto di contropartita a Cosa Nostra?

3- Sig Berlusconi, la sua così detta discesa in campo sarebbe stata impossibile dato che la legge dell'epoca la rendeva ineleggibile in quanto concessionario di frequenze televisive. La sinistra votò per permettere la sua candidatura: cosa ricevette in cambio la sinistra per questo enorme favore? Con quali esponenti della sinistra si sdebito in particolare?

4- Sig Berlusconi, Luciano Violante dichiarò in una seduta parlamentare che le era stato garantito che il governo di centro sinistra non avrebbe toccato il suo monopolio televisivo. Questo infatti, nonostante i proclami, non è accaduto sotto alcun governo di sinistra: cosa ricevette in cambio la sinistra per questo enorme favore? Con quali esponenti della sinistra si sdebito in particolare?

5- Sig Berlusconi, dopo aver fatto cadere il suo governo la Lega Nord di Umberto Bossi iniziò una serrata campagna informativa su di lei e i suoi rapporti con Cosa Nostra. Ad un tratto questa campagna si interruppe e Bossi diventò il suo più fedele alleato: cosa ricevettero in cambio la Lega e Umberto Bossi in particolare per questo enorme favore?

Certo di una sua cortese risposta
Distintamente Saluto
Marco Resistenza

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3 settembre 2009
POLITICA
Le dieci domande di feltri a ezio mauro... girate a berlusconi
Mi sono assentato per un po' da internet, ma questa nuova uscita di feltri merita un post, non posso esimermi.
feltri fa 10 domande a mauro, scimmiottando quelle di repubblica a berlusconi. Do un'indicazione a Mauro e a Repubblica: prendete le 10 domande di feltri (che sono evidentemente più interessanti delle vostre) e giratele a berlusconi.
Le propongo qui e ci metto anche una risposta. Non sono le risposte di berlusconi (ovviamente non risponderà). Sono risposte che però considero verosimili.

1) Dottor Silvio Berlusconi, visto il clamore suscitato in questi giorni dallo scandalo che la vede protagonista, è intenzionato a dimettersi della Presidenza del Consiglio?
R: Proprio per il cazzo

2) Dottor Berlusconi, le pare coerente scagliarsi durante gli incontri politici internazionali contro i contribuenti infedeli, per poi comportarsi come quest’ultimi in privato?
R: Assolutamente no. Ma io non sono coerente, sono coglioni quelli che continuano a non capirlo.

3) Dottor Berlusconi, le è capitato altre volte di evadere il Fisco?
R: Cos'è una domanda trabocchetto? L'avvocato Mills mi ha costruito una rete di società Off-Shore, per cosa pensa mi servissero?

4) Dottor Berlusconi, ciò che percepisce come reddito dalle sue molte aziende, è interamente fatturato?
R: Direi proprio di no.

5) Dottor Berlusconi, ha mai aderito ad un condono fiscale?
R: Come presidente del consiglio ne ho anche emanati alcuni apposta per poter sanare le mie situazioni specifiche. Ovviamente vi aderivo.

6) Dottor Berlusconi, ha mai assunto lavoratori dipendenti “al nero”?
R: Quando è possibile lo faccio, ma purtroppo non si riesce sempre.

7) Dottor Berlusconi, può garantire che nessun collaboratore delle sue aziende lavori “al nero”?
R: Posso garantire che provo a farne lavorare al nero i più possibile. In parlamento abbiamo perfino i portaborse al nero. Gliel'ho detto: si fa quel che si può


8 ) Dottor Berlusconi, è mai stato fatto oggetto di accertamenti fiscali?
R: Ho perso il conto sia degli accertamenti sia di quanto ho pagato per far chiudere gli occhi alla guardia di finanza ogni volta che arrivavano.

9) Dottor Berlusconi, ha mai riportato una condanna per reati tributari?
R: Dovrebbe chiedere al mio avvocato "mavala" ma ad intuito direi che qualcuna me la sono presa, se non sono riuscito a far dare la colpa a mio fratello.

10) Dottor Berlusconi, attualmente, ha procedimenti penali a suo carico?
R: Tutti bloccati dal lodo alfano. Tiè!

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18 luglio 2009
POLITICA
Il comico (al) partito democratico
Un comico voleva candidarsi alla presidenza del partito democratico. Glielo hanno impedito. Glielo hanno impedito non perchè fosse un comico ma perchè pensavano vincesse.

Questo ha cambiato la dinamica della rappresentazione: non è più la storia di un comico che si candida alla guida del PD. Ma è la storia di un comico PD che ha paura che un comico sbaragli i suoi leaders (leaders.... si fa per dire naturalmente).

Nell'agguerrita competizione, non tra il vecchio e il nuovo, ma in puro stile itaGliano tra il vecchio e il molto vecchio, si inserisce un comico sessantenne che risulta essere il nuovo che avanza. E questo "nuovo che avanza" terrorizza il vecchio e il molto vecchio che si alleano per eliminarlo.

Ora chi non è ingenuo capisce bene questa dinamica. Il vecchio e il molto vecchio si giocavano il partito a testa o croce. E non vogliono arrivi un terzo a soffiarglielo. Questa è la situazione reale raccontata con il mio noto cinismo. Purtroppo il partito dove questo si svolge e stato incautamente battezzato: democratico.

Ed in un partito "democratico" se un comico sessantenne ha più consenso di tutta la dirigenza del partito stesso dovrebbe semplicemente venire eletto e sostituire questa dirigenza.

Ovviamente se venisse eletto. Ma il partito democratico in itaGlia è comico proprio per questo: perchè ha una dirigenza sicura che un comico verrà eletto al posto loro.




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5 luglio 2009
POLITICA
La triste vita di berlusconi: pizzo ai mafiosi
Da una intercettazione del 17 febbraio 1988 tra silvio berlusconi e renato della valle

BERLUSCONI - Renato...

DELLA VALLE - Ciao, Silvio.

BERLUSCONI - Come stai?

DELLA VALLE - Bene. È appena partito Franco Carraro.

BERLUSCONI - Ah, sì? Dov’è andato?

DELLA VALLE - Andava giù a Roma.

BERLUSCONI - Era lì da te?

DELLA VALLE - Sì.

BERLUSCONI - Allora...

DELLA VALLE - È stato ieri sera al processo.

BERLUSCONI - Diavolo di un uomo, sempre in mezzo ai ministri.

DELLA VALLE - Eh, be’. Ieri ho parlato, poveretto, con Nicolazzi [Franco Nicolazzi, Psdi, ministro dei Lavori pubblici, in quei giorni sotto inichiesta per le tangenti sulle «carceri d’oro», nda].

BERLUSCONI - Mmh.

DELLA VALLE - M’ha telefonato.

BERLUSCONI - Oggi questi stronzi del mio «Giornale» gli han messo un titolo in prima pagina del cazzo.

DELLA VALLE - Eh, ho visto.

BERLUSCONI - Ma son proprio dei figli di troia, guarda.

DELLA VALLE - Mmh.

BERLUSCONI - E non so più cosa fare io. Mamma mia, non so più cosa fare.

DELLA VALLE - M’ha telefonato: era giù da matti per ’sta storia qui. Lo sai la cosa triste? Che lui proprio non c’entra niente, eh.

BERLUSCONI - Ma lo so.

DELLA VALLE - Quello non c’ha una lira, eh. Mah!

BERLUSCONI - Guarda...

DELLA VALLE - Come andiamo, Silvio?

BERLUSCONI - Eh?

DELLA VALLE - Come andiamo?

BERLUSCONI - Ma, guarda, vado male da un punto di vista fisico, perché mi è venuto... c’ho un’artrosi, più un... un po’ di altri dolori. Mi sono bloccato sulla sinistra, dietro, tutto.

DELLA VALLE - Ma va!

BERLUSCONI - E allora sono messo male fisicamente. E poi c’ho tanti casini in giro, a destra, a sinistra. Ce n’ho uno abbastanza grosso, per cui devo mandar via i miei figli, che stan partendo adesso per l’estero, perché mi han fatto estorsioni... in maniera brutta.

DELLA VALLE - Oh, Madonna!

BERLUSCONI - Una cosa che mi è capitata altre volte, dieci anni fa, e... Sono ritornati fuori.

DELLA VALLE - Senti, Silvio...

BERLUSCONI - Mmh.

DELLA VALLE - Eh, va be’, no... hai St. Moritz, se no ti dicevo: se vuoi mandarli anche qui a casa mia, non ci son problemi, eh.

BERLUSCONI - Grazie, ma li mando molto più lontano.

DELLA VALLE - Ah.

BERLUSCONI - Sai, siccome mi hanno detto che, se, entro una certa data, non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio a me ed espongono il corpo in piazza del Duomo...

DELLA VALLE - Oh, Madonna!

BERLUSCONI - E allora son cose poco carine da sentirsi dire e allora, ho deciso, li mando in America e buona notte.

DELLA VALLE - Senti, ma vai anche tu... fuori.

BERLUSCONI - Eh, io c’ho un po’ di cosette qua da fare.

DELLA VALLE - Eh, ma chi se ne frega, Silvio. Però insomma, se... se t’han dato una data, fino a quella data lì, vai anche tu.

BERLUSCONI - Ma, vedi, no, io sono qui difeso... per casa...

DELLA VALLE - Se vuoi venire qui a casa mia...

BERLUSCONI - Ascolta...

DELLA VALLE - Devono passare sul mio cadavere, eh.

BERLUSCONI - Così ci mettono la bomba in du... ci fan saltare in due. (ride)

DELLA VALLE - No!

BERLUSCONI - ...(incompr. per sovrapposizione delle voci) uno (ride)

DELLA VALLE - Ma cosa vuoi che faccian saltare. La bomba...

BERLUSCONI - Senti un po’... tutto bene lì, i ragazzi, tutto bene?

DELLA VALLE - Sì, sì, tutto bene.

BERLUSCONI - Tua moglie?

DELLA VALLE - Mi rattrista ’sta cosa, cazzo.

BERLUSCONI - Eh, va be’, cosa ci vuoi fare? Senti, tua moglie sta bene?

DELLA VALLE - Bene, bene.

BERLUSCONI - Senti... io... niente, ero in debito anche di una risposta su Tanzi.

DELLA VALLE - Eh.

BERLUSCONI - Francamente non mi è venuto in mente un Cristo (ride) (...)

DELLA VALLE - Senti... quando è quella scadenza?

BERLUSCONI - Di Rizzoli?

DELLA VALLE - No, no, no, la scadenza di quei de... delinquenti lì che t’han detto...

BERLUSCONI - Fra sei giorni.

DELLA VALLE - Perché non prendiamo l’aereo domani, molliamo tutto e andiamo a fare un giro?

BERLUSCONI - No, io son qui con...

DELLA VALLE - Anch’io. Sapessi i casini che c’ho in ballo io, non ne hai idea.

BERLUSCONI - Eh.

DELLA VALLE - Però, vaffanculo, andiamo... andiamo in giro per il mondo. Eh, se quelli hanno un Grumond (fonetico, parola non certa) che va forte come noi, ci beccano. Ma proprio da stare un giorno in un posto, un giorno in un altro.

BERLUSCONI - Sì, va be’, ma, avendo allontanato l’oggetto, capisci?

DELLA VALLE - Sì, va be’, ma, Silvio, se sono sei giorni...

BERLUSCONI - No, son preoccupato piuttosto per il Paolo, così, insomma.

DELLA VALLE - Be’, Paolo, scusa, portiam via anche lui.

BERLUSCONI - Eh, sì. Va be’.

DELLA VALLE - Ragazzi, il mondo si ferma, eh.

BERLUSCONI - Va be’, lo so, lo so.

DELLA VALLE - Eh.

BERLUSCONI - Va be’.

DELLA VALLE - Facciamolo... Silvio, facciamolo davvero.

BERLUSCONI - Ma no, dài. Io c’ho tante cose da fare qui. Io poi non ci credo a quelle robe lì, lo sai.

DELLA VALLE - Hai paura di diventare povero?

BERLUSCONI - No.

DELLA VALLE - Sei giorni?

BERLUSCONI - No.

DELLA VALLE - Dài. Andiamo a fare sei giorni i pirla per il mondo.

BERLUSCONI - No, no, ma io ti dico sinceramente che, se fossi sicuro di togliermi questa roba dalle palle, pagherei tranquillo, così almeno non rompono più i coglioni.

DELLA VALLE - Eh, lo so, ma solo che questi qui... poi te lo... ci provano ancora, eh. Be’, ma, Silvio, avrai tutta la collaborazione che serve, no?

BERLUSCONI - Sì, sì, tutti quanti. Sono molto... sono molto bravi.

DELLA VALLE - Eh.

BERLUSCONI - Va be’. Senti, Renato...

DELLA VALLE - Mi dispiace molto, Silvio.

BERLUSCONI - Ci sentiamo (...)


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permalink | inviato da marco resistenza il 5/7/2009 alle 23:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
4 luglio 2009
La sempre più triste storia berlusconiana
Dalle ultime vicende sta emergendo un appunto ancora più triste sulla vita berlusconiana . Il caso "tarantini". Un giovanotto che provvedeva a portare al presidente del consiglio delle puttane.

Ma chiediamoci un momento se per procurarsi una puttana, berlusconi ha bisogno di un venditore di protesi di bari? E qui appare il lato tragicomico dell'intera vicenda. Forse berlusconi per una volta ha detto una semi-verità.

Berlusconi vive delle sue illusioni, vive nell'idea di essere un artista (scrive canzoni che obbliga i suoi invitati ad ascoltare), nell'illusione di essere un intellettuale (rubò anni fa la traduzione di un classico filosofico ad un vecchio docente e se ne attribuì la paternità). Soprattutto vive nell'illusione di essere un playboy.

Quando dice che lui non sapeva fossero puttane dice quindi una semi-verità... lui probabilmente lo sospettava ma lo negava a se stesso.

Questo abile tarantini arrivava a casa berlusconi con un paio di ragazze. berlusconi faceva il suo show da intrattenitore e poi... finiva a letto con qualcuna delle puttane portate da tarantini.

Il nano, mentendo a se stesso prima che agli altri, poteva quindi credere di essere un seduttore.

Tarantini era l'amico che gli portava giovani ragazze disponibili e che quindi andava aiutato.

Le puttane veniva pagate ed erano contente.

Una storia comica nella sua tragicità. Una storia perfetta per l'era berlusconiana.
30 giugno 2009
POLITICA
e se Cesare vuole fare anche il pane, si abitui ai pugnali e a dormir male
Se la realtà fosse solo i media questo sarebbe un paese addormentato o forse già morto.
Non è così. La realtà è la gente che si incazza. E si incazza ancora di più quando in televisione dicono che i loro problemi economici sono una favola inventata dalla sinistra.
Lo iettatorepedonano ha fatto i festini in Sardegna ballando il trenino. Si è divertito a mascherarsi ad ogni occasione da pompiere, carabiniere, muratore, panettiere. Tutto con uno smagliante sorriso stampato in faccia.

Ma ora qualcosa sta cambiando. E non grazie all'informazione. Non grazie agli intellettuali. Non grazie a quelli che scrivono divertenti e pungenti articoli comodamente seduti davanti al proprio pc.

Le cose stanno cambiando dal basso. Dalla gente esasperata. Dalle persone che quando vedono il piazzista per strada gli urlano dietro. Lo fischiano. Vengono trattenuti a stento dal cordone della polizia.

Già. Il cordone della polizia. Mentre berlusconi ha ormai la possibilità di fare da padrone sui media. Di mettersi comodamente sulla poltrona di vespa a monologare. Quando scende per strada occorrono centinaia di agenti per proteggerlo.

Voi lo vedete con il suo sorriso da venditore di aspirapolvere stampato in faccia. Ma è una finta. Si vede che ha paura. Si vede che ha una paura fottuta. Perchè lo sa che qualcosa può succedere. Quando hai intorno una enorme folla che ti urla contro sai che qualcosa può degenerare. Sai che un giorno il cordone di polizia potrebbe non tenere. Sai che qualcuno potrebbe avere con se qualcosa di più pericoloso che un megafono e un fischietto.

Cesare ha paura. Si è voluto divertire. Ora si abitui ai pugnali e a dormir male.

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permalink | inviato da marco resistenza il 30/6/2009 alle 21:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
24 giugno 2009
POLITICA
La grottesca vita berlusconiana.
Voglio fare qualche considerazione sull'uomo. Oddio, uomo... sul nano. Abbiamo due fatti che sono tragici se presi singolarmente. Ma diventano grotteschi quando vengono accoppiati. Sono come due sostanze chimiche maleodoranti che mischiate emanano un olezzo pestilenziale.

Partiamo dalla prima. Il nostro ometto è solito durante feste e cene intrattenere gli ospiti cantando e raccontando barzellette. Poco grave se fosse il 20 enne sulle navi da crociera. Peccato che, invece, è il 70 enne primo ministro italiano. Ora immaginatevi il presidente Francese, Spagnolo, Tedesco o di qualunque altro paese che durante le proprie cene passa le ore a fare l'intrattenitore raccontando barzellette e cantando. Attenzione: non una barzelletta o una storiella. Il nostro nano intrattiene per ore gli ospiti a mo di giullare, di cabarettista, come gli artisti che i ricchi invitano alle serate per divertire gli ospiti. Peccato che lui non è Gerry Calà o i Fichi d'India. E' il presidente del consiglio

Questa è la prima sostanza maleodorante. Puzza già abbastanza? Non l'avete ancora provata accoppiata alla seconda. Eccola: ora si è scoperto che alle feste e alle serate piene di donne non si va gratis. E in genere si pensa che, come nelle raccolte fondi per i politici Usa, siano gli invitati a pagare per poter cenare con il leader politico. Non è così. E' berlusconi a dover dare un gettone di presenza ai suoi ospiti. Altrimenti questi non vengono.

Ora sommiamo e vediamo cosa appare: berlusconi durante le sue cene fa il giullare per intrattenere persone che sono pagate per essere presenti. Ve l'avevo detto che è grottesco. Eppure questo si evince dai fatti. Una scena di una tristezza inaudita.

Provate solo a rapportarla al vostro quotidiano: un vostro conoscente organizza cene e nessuno vuole andarci. Allora chiama delle persone che sono pagate per cenare insieme a lui e per ascoltare (e si suppone fingere di ridere) alle sue barzellette. Poi prende queste persone, pagate, e le obbliga ad ascoltarlo cantare.
Cosa direste a questo vostro conoscente? Già, anch'io. Peccato che questo non sia il così detto "scemo del villaggio". Quello che potete dire che, infondo, conoscete alla lontana. Questo è l'uomo (oddio: il nano) che rappresenta l'italia per il mondo.

Questa è la grottesca vita berlusconiana. Silvio chiama il telefono amico quando ti senti troppo solo. Ci risparmi in soldi e dignità. 

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23 giugno 2009
POLITICA
Il pro-berlusconismo in rete
Si dice che in rete ci siano solo anti-berlusconistii. Non è vero. Ci sono anche pro-berlusconisti. Il problema è che, di solito, il loro pro è più devastante della maggior parte delle critiche. Dato che risponde alla domanda: "ma come sono quelli che lo votano?"

Vi riporto una mail ricevuta. Volevo commentarla punto per punto. Ma non occorre. Ve la copio così come mi è arrivata. Con tutti i suoi slogan presi e ripetuti. Con tutte le balle sentite e ripetute. Un sunto della propaganda berlusconiana. Il maiuscolo è dell'autore. Ed io non ho voglia di convertirla in minuscolo. Perciò ve la lascio "urlata". Buon divertimento:

ORA BASTA DIFENDIAMO SILVIO BERLUSCONI DALLA MENZOGNA


SIAMO STUFI , PRESIDENTE SIAMO CON LEI, SAPPIAMO CHE SE GLI ATTACCHI SONO COSI FORTI E' PERCHE' LA TEMONO , ALTRIMENTI NON AVREBBERO TANTA PAURA DI LEI , LA TEMONO PERCHE' DA 15 ANNI E' IL SIMBOLO DI QUELLI CHE VOGLIONO LA POLITICA DEL FARE E NON LA POLITICA FINE A SE STESSA, SIAMO DAVVERO INDIGNATI, IO CREDO CHE MOLTI UOMINI E DONNE DI SINISTRA DOVREBBERO PENSARE A COME VOGLIONO ANNULLARE IL NOSTRO VOTO, IL VOTO E' SACRO, ANCHE GLI UOMINI DI SINISTRA SE FOSSERO DAVVERO UOMINI DI VERA COSCIENZA DOVREBBERO RIBBELLARSI A QUESTO ASSURDO MODO DI RENDERE INUTILE LA DEMOCRAZIA.

Informazioni di contatto

Ufficio:
VIA LE MANI DAL NOSTRO VOTO
Posizione geografica:
VIA LE MANI DAL NOSTRO VOTO


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21 giugno 2009
SOCIETA'
Il puttaniere che combatte la prostituzione
Alcuni presunti commentatori indipendenti pensano che questi siano fatterelli privati. Si debba guardare a "ben altro". Si dimenticano che quello che oggi si scopre riempisse la sua villa di puttane da 2.000 euro al giorno, ieri, per mano della pseudo ministra carfagna, faceva una legge contro la prostituzione.

Avevo scritto vari articoli su quell'assurda legge. Infatti non era una legge contro la prostituzione bensì una legge che puniva "la contrattazione per strada con la prostituta". Questo significa salvaguardare il ricco imprenditore che alza il telefono e si fa mandare a casa una escort di lusso.

Quindi, a ragion dei fatti, una legge sulle puttane "ad personam". Dato che come abbiamo visto berlusconi le puttane se le fa tranquillamente mandare a casa, e non deve girare in macchina per strada e contrattare la prestazione.

Ora gli italiani (senza G) che sono più intelligenti dei vari commentatori itaGliani (con la G) questa incoerenza la vedono, anche se i suddetti commentatori cercano di far passare l'idea che sia robetta di poco conto. 

La coerenza delle idee è il fondamento della carriera politica. Mentre è difficile spiegare come la legge sulle rogatorie servisse a bloccare i suoi processi. Come i cavilli della legge sulle intercettazioni servano a renderle impossibile. E' facilissimo spiegare che chi fa leggi contro la prostituzione poi va a puttane. Questo loro lo sanno. Travaglio nel suo ultimo articolo, putroppo, afferma di non averlo ancora capito. Si chiede come sia possibile nessun clamore abbiano suscitato le accuse di mafia e molto quelle di essere un puttaniere.

Questo non è un fatterello da lasciare passare. Questa è un enorme incoerenza politica dove continuare a colpire. Se lo iettatorenano riuscirà a superare anche questa perchè la stampa insisterà che i problemi sono "ben altri", facciano il favore di cambiare mestiere. Perchè una stampa "libera" che non abbatte un dittatorello quando sta barcollando sulla torre non merita di esistere.

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21 giugno 2009
POLITICA
Resto contrario al referendum

E' comprensibile che i promotori di un referendum, tra i quali anche Angelo Panebianco, difendano la propria creatura. Premetto che userò le dizioni Porcellum 1 e Porcellum 2 perché i due testi sono molto simili. Il primo è quello di Calderoli e quindi la legge in vigore, il secondo è il testo Guzzetta-Segni. Chi voterà Sì al referendum approva il Porcellum 2; chi voterà No preferisce restare con il Porcellum 1. Ciò premesso vengo all' articolo di Panebianco del 13 Giugno. Il suo primo rilievo è che il Porcellum 1 non contiene nessun anticorpo contro un futuro eventuale ritorno della frammentazione partitica; ma in verità contiene lo stesso sbarramento del 4% che ritroviamo nel Porcellum 2. E sta di fatto che oggi i partiti che hanno superato questo sbarramento sono soltanto cinque. Se dovessero tornare a salire non sarà perché glielo impedisce il Porcellum 2. E sul punto a Panebianco sfugge che il premio di maggioranza assegnato da entrambi i Porcelli alla più forte minoranza fa sì che per i partiti senza premio il costo in voti di un seggio diventa più alto. Nel 1983 il costo di un seggio ai Comuni è stato per i Laburisti di 40.000 mentre per i liberali è stato di 400.000 voti. Questo è un caso limite, ma illustra il problema. Se, per esempio, Berlusconi conquistasse il premio con il 35% dei voti a lui spetterebbe il 55% dei seggi, mentre il 65% dei non premiati si dovrebbe dividere il 45% dei seggi restanti. Panebianco riprende poi l' argomento che anche i sistemi uninominali trasformano una minoranza di voti in una maggioranza di seggi. A parte importanti differenze, mi sfugge perché i difetti del sistema inglese dovrebbero giustificare i difetti (aggravati) dei Porcelli. Infine conclude che «è sbagliato giudicare i sistemi elettorali alla luce dì preoccupazioni politiche contingenti». Con questa logica si potrebbe giustificare anche la legge Acerbo del 1923. E il fatto è che da entrambi i Porcelli non risulterà nessun sistema bipartitico, ma invece un sistema a partito predominante nel quale lo stesso partito governa da solo e senza alternanza per decenni (in altri casi anche dai trenta ai cinquant' anni). Restano due quesiti. Primo, qual è la differenza tra Porcellum 1 e Porcellum 2. Oramai è minima. Nel primo il premio di maggioranza è previsto per una coalizione di liste, mentre nel secondo viene riservato a una sola lista. Quando i referendari proposero questa variazione la differenza era importante. Oggi è pressoché irrilevante. Perché anche se restasse in vigore il Porcellum 1, nulla impedisce a Berlusconi di presentarsi da solo. Secondo quesito: perché mai Franceschini si batte a oltranza per il Sì? Secondo Sergio Romano, siccome la legge Calderoli è pessima «il Sì avrebbe il vantaggio di costringere il parlamento ad approvare una nuove legge elettorale». Ma perché mai? Per Berlusconi il Porcellum 2 va strabene, è già operativo, e lui controllerà la maggioranza assoluta. Nessuno lo potrà costringere a nulla. Io non ho mai raccomandato di non votare. Ma questa volta siamo chiamati a scegliere tra la padella e la brace. E se il referendum passerà avremo in ogni caso una pessima legge elettorale che ottiene il rinforzo di legittimità della volontà popolare. Se invece fallirà si potrà sostenere che gli italiani hanno dimostrato di non volere né il Porcellum 1 né il Porcellum 2. Il che lascia aperto un barlume di speranza.

Sartori Giovanni

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17 giugno 2009
SOCIETA'
chi ha fame fa la rivoluzione
Faceva più o meno così una canzonetta popolare. Ma spesso le canzonette dicono grandi verità.
Ci si chiede spesso come il popolo italiano sia addormentato e si lasci fare di tutto. La risposta è in questa frasetta: la gente deve avere fame per fare la rivoluzione. Finchè hai il tuo piatto caldo. Il tuo divano. Il tuo televisore. Il tuo grande fratello. Chi te lo fa fare? Ti lasci amorevolmente prendere per il culo.

Il nanoiettatore ha fatto però un errore tattico. E' andato a prendere per il culo gente che aveva fame. Che aveva perso tutto. La casa. Il lavoro. I propri beni. In molti casi anche amici e parenti. E' andato da gente che aveva fame a promettergli dentiere, vestiti fatti su misura, soggiorni in villa, viaggi in crociera.

La gente si fa prendere per il culo spesso. Quando ha fame difficilmente. Difficilmente chi vive in una tenda ama farsi prendere per il culo su quanto ci vorrà a riavere una casa. Non ama farsi prendere per il culo sentendosi dire che lo manderanno in crociera. Non apprezza sentirsi dire che il suo stare in tenda è un campeggio.

Chi ha fame vuole le promesse mantenute. E non lascia correre. Ora si capirà cosa vuol dire che "chi ha fame fa la rivoluzione".

Il nano non può più mettere piede all'Aquila. Ma i cittadini non si accontentano e ora vanno a prenderlo a Roma. 

Se prometti un cellulare nuovo a chi ne ha già uno vecchio e non mantieni la promessa, il truffato non se la prenderà granchè.
Se prometti un pasto a chi è affamato e poi non mantieni la promessa, il truffato ti verrà a cercare.

Andatelo a cercare. Abita a palazzo grazioli. Andatelo a prendere. Se trovate con lui una ragazzina bionda diciottenne da poco lasciatela stare, lei non c'entra. Prendetevela con quello basso con i tacchi e il catrame in testa. Andatelo a prendere.

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15 giugno 2009
SCIENZA
Politicamente avverso
Questa è una delle tante menzogne della propaganda. Una di quelle che più hanno preso piede. Essere politicamente avverso. Spesso  ricevo messaggi di persone che apprezzando quello che scrivo mi dicono: "anch'io come te odio berlusconi".

Questa frase tecnicamente è una presupposizione. Presuppone che chi critica questo governo non lo faccia sul fatti concreti. Lo faccia perchè è "avverso". E' una tesi molto utile. I giornali diventano "di sinistra" oppure "contro il governo". Non importa quello che dicono. Non bisogna giustificarsi sui fatti. Si cataloga tutto come un attacco fatto da chi è avverso.

Le critiche dei giornali esteri, che non si possono accusare di dipendere da un partito italiano "avverso", si archiviano come disinformate. I giornali esteri prendono informazioni dai giornali italiani "avversi" e perciò sono contagiati da questa avversità.

La tecnica è molto semplice. Ma molto efficace. Ed ormai permea la realtà. Anche per molti che mi leggono. Io non faccio critiche precise e puntuali. Io sono politicamente avverso.

Imparare le tecniche di manipolazione è il primo passo per non essere più manipolabili.

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13 giugno 2009
POLITICA
La cosa Berlusconi
Saramago: La cosa Berlusconi

di Josè Saramago, da El País, 6 giugno 2009, traduzione di italiadallestero.info

Non vedo che altro nome gli potrei dare. Una cosa che assomiglia pericolosamente a un essere umano, una cosa che dà feste, organizza orge e comanda in un paese chiamato Italia. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia di essere la causa della morte morale del paese di Verdi se un conato di vomito profondo non riuscirà a strapparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrompere le loro vene e per squassare il cuore di una delle più ricche culture europee.

I valori fondamentali della convivenza umana sono calpestati tutti i giorni dai piedi appiccicosi della cosa Berlusconi che, tra i suoi molteplici talenti, ha un´abilità funambolica per abusare delle parole, sconvolgendone l´intenzione e il senso, come nel caso del Polo della Libertà, come si chiama il partito con il quale ha preso d´assalto il potere. L´ho chiamato delinquente, questa cosa, e non me ne pento. Per ragioni di natura semantica e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente ha in Italia una valenza negativa molto più forte che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa.

Per tradurre in forma chiara ed efficace ciò che penso della cosa Berlusconi utilizzo il termine nell´accezione che la lingua di Dante gli dà abitualmente, sebbene si possa avanzare più di un dubbio che Dante qualche volta lo abbia usato. Delinquere, nel mio portoghese, significa, secondo i dizionari e la pratica corrente della comunicazione, "atto di commettere delitti, disobbedire alle leggi o ai precetti morali".

La definizione combacia con la cosa Berlusconi senza una piega, senza un tirante, fino al punto da assomigliare più a una seconda pelle che ai vestiti che si mette addosso. Da anni la cosa Berlusconi commette delitti di varia, ma sempre dimostrata, gravità. Per colmo, non è che disobbedisca alle leggi, ma, peggio ancora, le fa fabbricare a salvaguardia dei suoi interessi pubblici e privati, di politico, imprenditore e accompagnatore di minorenni, e in quanto ai precetti morali non vale neppure la pena parlarne, non c´è chi non sappia in Italia e nel mondo intero che la cosa Berlusconi da molto tempo è caduta nella più completa abiezione.

Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano ha eletto due volte per servirgli da modello, questo è il cammino verso la rovina a cui vengono trascinati i valori di libertà e dignità che permearono la musica di Verdi e l´azione politica di Garibaldi, coloro che fecero dell´Italia del secolo XIX, durante la lotta per l´unità, una guida spirituale dell´Europa e degli europei. Questo è ciò che la cosa Berlusconi vuole gettare nel bidone della spazzatura della Storia. Gli italiani, alla fine, lo permetteranno?

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12 giugno 2009
POLITICA
ItaGlia Vs Polizia di Stato
C'è qualcosa di marcio in Danimarca. E qualcosa di strano in itaGlia. Raramente uno stato è in lotta con la propria polizia. Molto molto raramente un governo di destra è in lotta con la polizia.
Risulta evidente perchè questo governo sia in lotta con la magistratura (non tutta in realtà, solo una piccola parte della magistratura, quella che fa il proprio lavoro). Si capisce perchè sia in lotta con l'informazione. Si capisce benissimo perchè sia in lotta con la rete. Ma da una prima analisi risulta veramente arduo capire come uno governo del genere possa essere in lotta con la Polizia di Stato.
Si potrebbe pensare che siano tagli generalizzati. Non è così. Mentre alla polizia si tagliano i fondi, all'esercito vengono destinati miliardi di euro per la realizzazione di nuovi aerei da guerra.

Ci sarebbe da spiegare alla casalinga padana, che è stata messa in allarme dal martellamento mediatico sugli stupri, se limitare il numero di volanti per la strada costruendo però nuovi aerei da guerra la tuteli maggiormente.

Un aereo da guerra è molto più veloce ed ha molta più potenza di fuoco che una volante della polizia. Un aereo può fare il giro del quartiere in pochi secondi. Una voltante ci mette ore. Un agente per strada ha solo una piccola pistola. Un aereo ha addirittura i missili. Ma nonostante questo, forse perchè non sono un ottuagenario generale italiano, mi risulta difficile immaginare come un aereo a 1000 metri di quota possa fermare uno stupro o prevenire una rapina.

Potrebbe lanciare un missile a guida laser sullo stupratore. Ovviamente dopo che ha terminato con la vittima, altrimenti il risultato non sarebbe del tutto positivo.

A parte queste facezie. Torniamo alla domanda. A cui non darò una risposta, ma invito voi a pensarci: perchè un governo di destra è costantemente in lotta con la Polizia di Stato? La risposta non è così logica come potrebbe sembrare. 

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11 giugno 2009
La guerra giusta
Invadere l'italia sarebbe una guerra giusta. Purtroppo questo paese non ha riserve petrolifere sufficienti a giustificare il dispiego di una armata militare. E' una benedizione per questa classe politica inetta. Se il paese avesse riserve di gas, petrolio, o giacimenti d'oro, diamanti, uranio, ferro. Un buon governo colonialista avrebbe già fomentato le rivolte. Iniziato a far propaganda interna per preparare i suoi cittadini alla guerra giusta.

Come possiamo farci invadere? Dobbiamo prima trovare un paese che possa e poi sperare che voglia. Iniziamo da subito: diamo del negro ad Obama. Del frocio a Putin. Del microdotato a  Wen Jiabao. Del cornuto a Sarkozy. Della zoccola alla Merkel
Ma perchè limitarci solo alle super potenze? Diamo del beduino a Mubarak. Del marocchino di merda a Mohammed VI. Dello sporco ebreo a Peres.

Aspettate un attimo... Ma noi abbiamo già qualcuno che sta facendo qualcosa di molto simile. Ora tutto mi è chiaro. Le sue piazzate in giro per il mondo. Le sue continue uscite pubbliche disastrose. Il dispresso che scatena nei capi di stato stranieri. Ora tutto a un senso. Sta tendando di farci invadere. Lo sta facendo per noi!

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9 giugno 2009
POLITICA
Rapite le figlie di berlusconi
La nuova legge sulle intercettazioni vieta di fatto l'uso di questo strumento. Il parlamento è utilizzato per difendere la classe politica attuale eliminando sistematicamente le leggi che questa ha infranto.

E, per snellire il lavoro, elimina anche gli strumenti per scoprire quali leggi sono state violate

Ci sarebbe un solo modo per ristabilire la legalità in questo paese. Fare a berlusconi quello che le leggi che ha eliminato impedivano. Alcuni esempi:

-costruite case abusive sui suoi terreni e poi condonatele
-i dirigenti comincino a frodare le sue aziende falsificando i bilanci e mettendosi i soldi in tasca
-qualcuno rapisca le sue figlie e quando chiederà di intercettare a tappeto per scoprire il colpevole si accorgerà che non è più possibile, e per essere ancora più tranquilli aspettate 60 giorni prima di chiedere il riscatto.

Questo è un paese da commedia e probabilmente serve una soluzione da tragedia. Divertitevi a scoprire quei reati che sono stati aboliti, o sono stati resi a "prescrizione certa" e fateli contro berlusconi.

Il mio unico rammarico è non sia ancora entrata in vigore la legge che permette di andare a caccia nelle proprietà private. Appena verrà approvata entrate nel parco di villa certosa e sparate ai suoi pavoni.

Giusto perchè qualche genio potrebbe non capirlo. L'invito a rapire le figlie di berlusconi è ironico. Anche perchè, poverette, con un padre del genere che giura continuamente il falso sulle loro teste rischierebbero di rimanere in cattività a vita se i suoi esperti di propaganda gli dicessero che l'immagine del "padre con figlie rapite" tira nei sondaggi.

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8 giugno 2009
POLITICA
quel nano con vocazioni maggioritarie
Il pdl (partito dei ladri) si presentava come partito maggioritario nel paese. Mirabolanti sondaggi lo davano al 70%. Il risultato reale è stato un 35. Ancora più interessante il risultato della lega 10%. Ora se le regole matematiche non sono state modificate notte tempo con un decreto d'urgenza firmato prontamente dall'insonne napolitano. 35 più 10 da 45. Questo significa che la coalizione di maggioranza non ha più la maggioranza nel paese. 

Risultato interessante di cui ovviamente non si deve parlare. Il premier più amato dagli italiani. Quello che voleva raggiungere la maggioranza con il suo nuovo partito unico non ha più la maggioranza nemmeno insieme agli alleati.

Ora questa considerazione presta il fianco ad una favola raccontata varie volte: che il controllo dei media è ininfluente perchè lo iettatorepapi perde controllando le televisioni.
La frase è però incompleta e per questo menzognera. Lo iettatorepapi perde "nonostante" controlli le televisioni. Significa che il suo essere primo ministro è talmente raccapricciante che seppure i media di sua proprietà tentino di tamponare in ogni modo alcuni cittadini se ne accorgono.

La realtà è che se l'informazione fosse libera questo pseudo-politico con il suo simil-partito non avrebbe lontanamente un 35% di consensi. Viaggerebbe intorno al 1-2% cercando alleanze con la fiamma tricolore e forza nuova per avere una rappresentanza in parlamento. E probabilmente non ci riuscirebbe.
Lo dimostrano queste elezioni e come un barlume di informazione su alcune delle sue porcate (tra l'altro le meno gravi) l'abbia fatto crollare di svariati punti.

Se l'informazione di massa fosse libera. Se sulle televisioni nazionali e sui telegiornali si fornissero 24 ore al giorno le informazioni che si hanno attraverso il web questa classe politica da barzelletta non sarebbe mai esistita.

Vogliamo fare qualcosa, o preferiamo continuare a lamentarci?




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6 giugno 2009
POLITICA
La notte pre-elettorale
Oggi la mia email è stata letteralmente invasa da messaggi politici di partiti, candidati, comitati promotori. Tutti volevano chiedermi il voto. Tutti sperano di poter far cambiare idea all'ultimo minuto.
 
Questa invece non è una mail elettorale. Non mi interessa per chi voterai e non sono qui a indicarti candidati. Penso invece alla stranezza di questo paese. Un paese dove la democrazia reale è solo un lontano ricordo. Ma questa consapevolezza si perde quando si va a votare.

Ricevo email che tentano di farmi credere che il futuro del paese sarà condizionato da chi andrà in un consiglio provinciale o al parlamento europeo. Come se decenni di inciuci e compromessi non fossero esistiti. Come se "il nuovo comincia da qui".

Non ti sto dicendo di non andare a votare. Non ti sto dicendo nemmeno di andarci. Fai quello che vuoi. Ma per onesta intellettuale sorridi quando ti dicono che "queste elezioni sono vitali per la democrazia". E' la più grande bugia elettorale che possono raccontarti.

Buona notte
Marco

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4 giugno 2009
POLITICA
Il mero proprietario
In questa itaGlietta ormai ci si abitua a tutto e questo fatterello può passare come un'inezia. Forse lo è. Ma aiuta a capire quanto le leggi valgano in questo paese.

Secondo la carnevalesca legge sul conflitto di interessi berlusconi può essere "mero proprietario" delle sue aziende, ma quando è al governo deve abbandonare le cariche. Così ogni volta rieletto lascia l'amata presidenza del Milan.

Dal sito della squadra vediamo http://www.acmilan.com/InfoPage.aspx?id=259 che il suo nome non è presente nell'organigramma aziendale. Alla voce presidente risulta un " = "

Bene, ma invece seguendo le notizie sportive scopriamo che lo iettatorediversamentealto è intervistato su ogni questione riguardante la squadra. E si dilunga in valutazioni riguardanti i singoli giocatori. Gli allenatori. Le altre squadre.

Ormai il fatto che si violino le leggi è dato per scontato. Si decide arbitrariamente quali rispettare e quali violare: rapina, furto, scippo: male. Falso in bilancio, corruzione, conflitto di interessi: che sarà mai.

In ogni caso: se legge prevede le dimissioni da presidente come mai continua a svolgere questo ruolo senza che nessuno lo sanzioni. E chiaramente senza che gli attenti media di sinistra lo facciano notare?

Ma soprattutto il presidente del consiglio di una delle principali economie del mondo. In un periodo di crisi economica. In un paese che necessita di pesanti e complicate riforme strutturali. Può passare gran parte del suo tempo ad interessarsi della propria squadra di calcio?

Sono domande che in un paese diverso da quello scritto con la GLI qualcuno si farebbe. Ma questa è l'itaGlia e così piace agli itaGliani.
4 giugno 2009
POLITICA
Scompare definitivamente la puntata di porta a porta sui processi berlusconi
La puntata dove si parlava dei processi di berlusconi è definitivamente sparita. E lo ammetto: è tutto merito mio.
Ecco cos'è successo: qualche giorno fa avevo postato la notizia che dal sito rai la puntata di porta a porta sui processi berlusconi era stata rimossa dal server.
http://dirittodiresistenza.ilcannocchiale.it/post/2259446.html

Nella puntata in questione un risentitissimo vespa ascoltava inerme uno degli ospiti che, nonostante ghedini si impegnasse a coprirlo con i suoi celebri "ma va la...", elencava le condanne e le prescrizioni di berlusconi.

Sul gruppo ho chiesto agli utenti di notificare il disservizio alla Rai e di postare la risposta su FB.

Alla Rai ovviamente hanno subito notato l'errore tecnico e lo hanno prontamente risolto. Ma non come alcuni speravano.
Infatti prima era presente il link della puntata e cliccandoci si veniva informati che il video non era più disponibile. Ora, per risolvere l'inconveniente, è stato rimosso anche il link.

La puntata è così definitivamente sparita dall'archivio Rai. Chi ne ha parlato? Probabilmente solo noi. Eppure come notiziola è simpatica e aiuta a capire quanto è pubblico il "servizio pubblico".



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4 giugno 2009
POLITICA
Il Times: "papi" era il nome in codice usato dalle ospiti di Berlusconi
"Papi", chiamatemi "Papi". Parafrasando Fleming, è il nome in codice che le "papi-girls" (presentatrici televisive, aspiranti attrici e showgirl) avrebbero usato per chiamare il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, al telefono. La rivelazione arriva dal prestigioso Times. Il quotidiano britannico, che con questo articolo dell'inviato a Roma Richard Owen, dimostra di non voler mollare la presa "sull'affaire Noemi", scrive che il nome in codice serviva ad evitare che il premier venisse identificato in caso di intercettazioni telefoniche.

Riporta poi il giornale come ulteriori dettagli sulla vicenda stiano emergendo dalle foto scattate dal fotoreporter sardo, Antonello Zappadu, nel parco di Villa Certosa, e sequestrate dall'autorità giudiziaria su richiesta del premier. Segnala poi il quotidiano come la prossima settimana verrà pubblicato il libro della show girl, Elisa Alloro, in difesa di Berlusconi. Il libro, dal titolo Noi, le ragazze di Silvio, (in inglese incisivamente tradotto Silvio's girls) per i tipi di Aliberti, è una sorta di lunga lettera a Veronica Lario (Choderlos de Laclos docet?, ndr). Il volume sarà in libreria la prossima settimana.

L'articolo del Times arriva dopo gli editoriali dello stesso giornale - e non solo - sul tema. Giornale che nelle pagine interne, a firma di Mary Beard, arriva - in un articolo dal titolo La storia dirà se l'imperatore è nudo - ad una pesante analogia con l'imperatore Tiberio, passato alla storia per le sue intemperanze sessuali (che regnò dal 14 al 37, succedendo ad Augusto, assunto a modello da Mussolini). L'imperatore su cui si scagliarono gli strali di Tacito e Svetonio, secondo la giornalista puo' essere accomunato al primo ministro anche dalla passione per un'isola: non Capri ma la Sardegna. (S.Bio.)

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/06/berlusconi-nome-in-codice-papi.shtml?uuid=0ca332ca-5023-11de-a8e8-03a044239209&DocRulesView=Libero

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3 giugno 2009
POLITICA
Sei di forza italia?
Saranno le elezioni alle porte. Sarà il tema politico del sito. Ma ultimamente la pubblicità che google manda sul blog è molto simile a questa. Ogni volta che mi collego trovo sulla sinistra banner con scritto:

-"Sei di forza Italia? Riviste di Centro Destra sulla Politica Richiedi COpia Omaggio"  Ovviamente la risposta (mentale) è: No grazie. Un po' come si fa con i venditori di aspirapolvere

-Poi c'è la pubblicità di Albertini che esordisce con un: "Licenziamento Dipendenti". Questo incuriosisce e vado a cercare di capire cosa propone-vende.
 
-Un sito marchettaro: "Berlusconi e Noemi. Le notizie più aggiornate sulla vicenda solo su Affaritaliani" E non si dica che il sito non "sta sul pezzo".

-Ovviamente c'è l'immangabile banner grafico del PD. Ma non riesce chissà perchè a convincermi della loro differenza sostanziale con il PDL.

-Per concludere in bellezza con: "la barca senza porto. Una storia realmente accaduta di Laura Kant" Ancora fatico a capire perchè venga pubblicizzata sul mio blog. Sarà una metafora sull'itaGlia di oggi?

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permalink | inviato da marco resistenza il 3/6/2009 alle 4:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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